Le aliquote Imu possono essere fissate da ciascun Comune aumentando o diminuendo l'aliquota ordinaria che, a differenza della vecchia ICI, avranno una minore flessibilità nelle modalità di applicazione delle detrazioni.
Una delle principali differenze tra l'IMU e l'ICI è l'esenzione dell'abitazione principale.
La legge 126/2008 aveva introdotto l'esenzione ICI sulle abitazioni principali, tale norma viene abrogata dalla normativa IMU che ora si estende a tutte le abitazioni seppure con aliquote agevolate per le abitazioni principali.
Chi deve pagare l'Imu?
La nuova imposta interessa i proprietari di tutti gli immobili, sia residenziali, sia commerciali.
La prima casa, quella di abitazione, può beneficiare di una detrazione fissa di 200 euro, più 50 euro per ciascun figlio (fino a 26 anni d'età) domiciliato in famiglia, fino ad una detrazione per figli massima di 400 euro.
La casa concessa in uso gratuito a parenti, a differenza dell'Ici, non viene considerata come abitazione principale.
Per chi ha case in affitto, è prevista un dimezzamento dell'aliquota ordinaria, ma solo a partire dal 2015.
Ciascun Comune può comunque deliberare una riduzione fino allo 0,4 per cento.
Il pagamento dell'Imu spetta inoltre ai proprietari di aree edificabili (dove l'edificabilità può anche discendere dal solo piano regolatore generale).
In questo caso, la base imponibile viene determinata dal valore di mercato al 1 gennaio dell'anno per il quale si paga l'imposta.
Per calcolare l'IMU è necessario partire dalla rendita catastale dell'immobile, calcolare la base imponibile (valore catastale) e quindi l'imposta IMU al netto delle eventuali detrazioni fiscali:
- la rendita catastale è indicata nell'atto di compravendita dell'immobile. Insieme alla classificazione dell'immobile è la base di partenza per il calcolo dell'imposta IMU.
- rivalutazione del 5%. La rendita catastale deve essere rivalutata del +5% rispetto al suo valore originario. Si ottiene in tal modo la rendita catastale rivalutata (RC).
- base imponibile. Sulla base della classificazione dell'immobile (A1, A2, ecc.) deve essere individuato il relativo moltiplicatore (M). Ad esempio per i fabbricati di classe A (salvo A10) il moltiplicatore del 2011 è 160. La rendita catastale rivalutata (RC) deve essere moltiplicata per il moltiplicatore (M) al fine di ottenere il valore catastale dell'immobile (VC). Il valore catastale è la base imponibile IMU.
- aliquota IMU. L'aliquota IMU è decisa dal Comune ove è ubicato l'immobile. In generale sono adottate due aliquote, una ordinaria che oscilla intorno al 7,5 - 7,6 per mille e un'aliquota ridotta per le prime abitazioni del 4 per mille.
I Comuni hanno facoltà di modificare entrambe le aliquote.
Esempio di calcolo:
Casa di categoria catastale A/3, di circa
Rendita catastale rivalutata del 5%: 945,11 + 5% = 992,37
Rendita catastale rivalutata del 60%: 992,37 + 60% = 1.587,78
Valore catastale: 1.587,78 x 100 = 158.778
Imu: 0,4% di 158.778 = 635,11
Detrazione prima casa: 635,11 - 200,00 = 435,11
Detrazione figli: 435,11 - 50,00 - 50,00 = 335,11 (importo dovuto).
Chi non paga nulla.
Facendo riferimento all'aliquota ordinaria, con una rendita catastale uguale o inferiore a 446,43 euro, una famiglia con due figli non deve pagare nulla.
Chi non ha figli può invece arrivare a zero solo con una rendita catastale uguale o inferiore a 297,62 euro, sempre se l'aliquota è quella ordinaria dello 0,4 per cento.


